L’INQUADRAMENTO GEOLOGICO

L’INQUADRAMENTO GEOLOGICO

di patrizia dalu

La stesura di un qualsiasi inquadramento geologico parte sempre dall’analisi critica dei dati disponibili in letteratura, ossia della cartografia tecnico-scientifica ufficiale e della documentazione disponibile negli archivi dei vari Enti.

L’inquadramento geologico in una cartografia ufficiale

Generalmente l’inquadramento geologico in una cartografia ufficiale è un inquadramento a piccola-media scala, che consente d’inquadrare il sito di progetto in un’area vasta che comprende anche il volume significativo. Questo è quindi un inquadramento che fornisce un quadro generale della geologia presente nell’area in cui l’opera/intervento ricade, senza fornire informazioni dettagliate.

L’inquadramento nella cartografia ufficiale a piccola-media scala è adatto per relazioni geologiche per le quali non è richiesto un elevato grado di dettaglio, ma per cui è sufficiente un inquadramento generale, come per esempio nelle fasi preliminari di un progetto o nella stesura di piani settoriali e così via. La carta geologica in questi casi rappresenta la distribuzione e l’andamento delle unità litostratigrafiche.

Cartografie non aggiornate e scale difficilmente rapportabili

Non sempre, però, l’inquadramento nella cartografia ufficiale fornisce le informazioni necessarie per elaborare un modello geologico; spesso e volentieri, infatti, si ha a che fare con cartografie non aggiornate e a scale difficilmente rapportabili alla scala dell’opera/intervento. Pertanto può rendersi necessaria l’elaborazione di carte geologiche aggiornate e con un maggior dettaglio.

Ma quali sono i passaggi fondamentali per elaborare una nuova carta geologica?

Innanzitutto è bene ricordare che l’elaborazione di un inquadramento geologico di dettaglio è sempre basata sui dati ottenuti dal rilevamento tecnico. Il punto di partenza, quindi, è sempre il piano d’indagine, definito sulla base delle caratteristiche dell’opera/intervento e sulle esigenze progettuali.

i dati così ottenuti vengono poi integrati sia con i dati provenienti dalla cartografia tecnico-scientifica ufficiale sia con i dati e le informazioni documentate derivanti da precedenti lavori e studi a maggior dettaglio eseguiti nella zona. La carta geologica, in questi casi, quindi rappresenta la distribuzione e l’andamento delle unità litologiche e la scala della carta è definita dalla base topografica utilizzata per il rilevamento tecnico.

In generale, in qualsiasi relazione geologica l’inquadramento nella cartografia ufficiale è sempre presente, mentre l’inquadramento in una carta geologica ottenuta da un rilevamento tecnico rappresenta un approfondimento/aggiornamento ed è quindi presente solo nel caso in cui sia necessario elaborare un modello geologico e, più in generale, fornire un inquadramento geologico di maggior dettaglio.

Differenze principali tra le carte geologiche dei due inquadramenti

Carte geologiche per l'inquadramento geologico di una relazione geologica secondo le ntc.
Tabella con le differenze tra le carte geologiche dei due inquadramenti.

Una relazione geologica redatta ai sensi delle NTC, comunque, dovrebbe contenere sia l’inquadramento nella cartografia ufficiale sia un inquadramento nella cartografia da rilevamento tecnico. Questo perché la relazione geologica viene elaborata sulla base delle caratteristiche dell’opera/intervento, e quindi inserire i due inquadramenti consente di fornire sia l’inquadramento regionale in cui l’opera/intervento va ad inserirsi sia l’inquadramento di dettaglio.

Così, mentre il primo ha una finalità “descrittiva” del contento generale, il secondo ha lo scopo di definire quelle che sono le caratteristiche geologiche del sito di progetto in relazione all’opera/intervento in oggetto.
Questo è importante perché, a parità di sito ma con opere/interventi differenti, mentre l’inquadramento generale resta lo stesso, quello di dettaglio varia al variare dell’opera/intervento. L’obiettivo dell’inquadramento di dettaglio è di definire e caratterizzare fisicamente le unità litologiche presenti entro il volume significativo, volume che viene delimitato a partire dall’opera/intervento.

Esempio: l’inquadramento geologico relativo a un pendio soggetto a fenomeni franosi

La cartografia ufficiale può fornire informazioni più o meno dettagliate sull’area e sull’andamento generale della topografia e delle unità litostratigrafiche al momento in cui la carta è stata creata. Nel caso di pendii attivi è però indispensabile elaborare delle carte geologiche basate su una topografia il più recente possibile, perché le verifiche e tutte le ipotesi evolutive del fenomeno sono legate allo stato del pendio nel momento in cui lo si studia.

Quindi, per elaborare un modello geologico e geotecnico attendibile è indispensabile poter ricostruire il profilo topografico attuale del pendio e la stratigrafia delle unità litologiche presenti entro il volume significativo. È evidente che in questi casi l’inquadramento geologico non può prescindere da un rilevamento tecnico e quindi dall’elaborazione di una carta geologica ex-novo, a partire dal rilievo topografico dell’area interessata.

 


 

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