PENDII NATURALI E PENDII ARTIFICIALI

PENDII NATURALI E PENDII ARTIFICIALI

di patrizia dalu

Il termine pendio artificiale è riferito a scarpate e pendii di opere progettate per rispondere a determinati requisiti prestazionali. La loro geometria pertanto è nota così come sono noti i materiali con cui è costruita: i materiali, naturali e non, sono scelti in funzione delle loro caratteristiche fisico-meccaniche che devono garantire un comportamento omogeneo prestabilito.

pendio artificiale
Costruzione di un argine (pendio artificiale)

Sono pendii artificiali: i fianchi di un rilevato stradale, i fianchi di un argine, i fianchi di una diga in terra e così via; sono quindi opere costruite dall’uomo e progettate per rispondere a requisiti prestazionali e di sicurezza prefissati.
La verifica di stabilità di un pendio artificiale è quindi fatta sulla base di un modello geotecnico definito a priori, di cui si conoscono in partenza geometria e comportamento.

Il termine pendio naturale è riferito a un qualsiasi pendio e scarpata naturale costituita da materiali naturali non omogenei, la cui geometria superficiale e profonda è legata a diversi fattori e, a differenza di un pendio artificiale, non sono note a priori.
Gli studi di stabilità di un pendio naturale sono riconducibili a due casistiche principali:

1) a studi eseguiti per la presenza di un fenomeno franoso la cui naturale evoluzione può creare situazioni di rischio e pericolosità per l’uomo e/o per le infrastrutture.

2) a studi eseguiti su pendi naturali interessati direttamente e/o indirettamente da un’azione da parte dell’uomo che può interferire con il suo equilibrio, quindi con la stabilità. È il caso per esempio di azioni al piede del pendio, come sbancamenti oppure di azioni in testa al pendio, come per esempio, l’applicazione di carichi o ancora, azioni che interferiscono con il regime delle acque, superficiali e sotterranee, e così via.

Nei due casi le finalità dello studio e dell’analisi di stabilità sono diverse, tuttavia in entrambi i casi non si conosce a priori né la geometria né i materiali interessati né il loro comportamento: la morfologia superficiale, inoltre, è fortemente legata allo stato di attività del fenomeno e spesso, risulta obliterata e va ricostruita e/o dedotta e spesso i materiali costituenti il pendio non sono omogenei né in natura né in comportamento, e le loro caratteristiche possono variare da punto a punto anche in maniera significativa, influenzando il comportamento globale del pendio.

pendio naturale
Pendii naturali, panoramica di una valle fluviale

Inoltre, possono essere presenti una serie di elementi che interagiscono col pendio e che possono influenzare, anche notevolmente, il suo comportamento globale come per esempio la presenza di acqua e la circolazione idrica: lo studio di un pendio naturale presuppone, quindi, l’esecuzione di una serie di indagini mirate a ricostruire la geometria, a classificare i materiali presenti e a individuare i vari elementi esterni presenti e come interagisco tra loro.

A seconda che si tratti di un pendio naturale o artificiale, lo studio e l’analisi di stabilità sono quindi differenti:

– nel caso di pendii artificiali la verifica è eseguita su un modello geotecnico noto a priori ed è finalizzata a verificare/testare se l’opera così com’è stata progettata, risponde ai requisiti prestazionali e di sicurezza prefissati nelle varie condizioni ipotizzate;

– nel caso di pendii naturali interessati da un fenomeno franoso, la verifica è eseguita su un modello geotecnico semplificato ed è finalizzata a studiare le possibili evoluzioni del pendio e valutare la fattibilità di eventuali interventi di mitigazione; la verifica è eseguita su un modello costruito basandosi su una serie d’indagini eseguite in funzione dell’estensione, dell’importanza e della gravità del problema;

– nel caso di opere e/o interventi che interessano direttamente e/o indirettamente un pendio naturale la verifica è eseguita su un modello geotecnico semplificato ed è finalizzata a valutare l’interazione tra il pendio e l’opera e/o l’intervento, e a capire se questa può causare variazioni significative nell’equilibrio naturale e quindi generare situazioni di pericolosità.

 

Lascia un commento