LE TERRE E ROCCE DA SCAVO

LE TERRE E ROCCE DA SCAVO

Il Decreto del Presidente della Repubblica n.120 del 13 giugno 2017

di patrizia dalu

Per terre e rocce da scavo s’intende, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) del dpr 120/2017, il suolo escavato derivante da tutte le attività finalizzate alla realizzazione di un’opera e/o intervento quali gli scavi di sbancamento, gli scavi per la posa in opera di fondazioni, gli scavi per la realizzazione di infrastrutture lineari quali trincee, strade, gallerie, e gli scavi in generale.
Le terre e rocce da scavo generate dalla realizzazione di un’opera e/o intervento sono soggette a un diverso regime giuridico in funzione della loro qualifica; le terre e rocce da scavo possono essere qualificate come rifiuti o come sottoprodotto.
Il materiale qualificato come rifiuti è disciplinato dalla Parte IV del Decreto Legislativo n.152 del 3 aprile 2006 (Testo Unico Ambiente), mentre il materiale qualificato come sottoprodotto è disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica n.120 del 13 giugno 2017.

TERRE E ROCCE DA SCAVO QUALIFICATE COME SOTTOPRODOTTO

Il Decreto del Presidente della Repubblica n.120 del 13 giugno 2017 è la norma che definisce, disciplina e regolamenta la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotto e che soddisfano quindi i requisiti dell’articolo 4.
Sono qualificate come sottoprodotto:

  • le terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione di un’opera e/o intervento di cui sono parte integrante e la cui produzione non è lo scopo primario dei lavori di realizzazione;
  • le terre e rocce da scavo conformi alle disposizioni indicate nel piano di utilizzo o nella dichiarazione di utilizzo redatte rispettivamente ai sensi dell’articolo 9 e dell’articolo 21 del dpr 120/2017;
  • le terre e rocce da scavo idonee a essere utilizzate direttamente, senza subire trattamenti che non rientrano nella normale pratica industriale, definita all’allegato 3 del dpr 120/2017, quali ad esempio una selezione per granulometria, l’eliminazione del materiale antropico, la macinazione e la stesa al suolo;
  • le terre e rocce da scavo che soddisfano i requisiti di qualità ambientale espressamente previsti per i cantieri di piccole dimensioni (ex capo ii del dpr 120/2017), i cantieri di grandi dimensioni (ex capo iii del dpr 120/2017), e i cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) (ex capo iii del dpr 120/2017).

 

Terre e rocce da scavo derivanti da sbancamenti (sottoprodotto)
Sbancamento (Foto di Rico S. da Pixabay)
Terre e rocce da scavo dpr 120/2017

 

TERRE E ROCCE DA SCAVO QUALIFICATE COME RIFIUTI

Terre e rocce da scavo come rifiuto
Demolizione (Foto di Gerhard G. da Pixabay)

Il Decreto Legislativo n.152 del 3 aprile 2006 (Testo Unico Ambientale) è la norma di riferimento per la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti. Le disposizioni della Parte IV del D. Lgs 152/2006, recante le Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, si applicano inoltre al suolo escavato proveniente direttamente dalla demolizione di edifici o di altri manufatti preesistenti perché considerati rifiuti (articolo 3 del dpr 120/2017).

 


– 2019. SNPA – Linee guida sull’applicazione della disciplina per l’utilizzo delle terre e rocce da scavo. Delibera del Consiglio SNPA n. 54/19 del 09.05.2019

– Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017 n. 120 recante Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.183 del 07-08-2017

– Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recante Norme in materia ambientale. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.88 del 14-04-2006 – Suppl. Ordinario n. 96