LA VELOCITÀ DELLE FRANE

LA VELOCITÀ DELLE FRANE

di patrizia dalu

Una frana è il movimento di una massa di materiale lungo un pendio che può interessare diversi tipi di materiali che può manifestarsi con cinematismi differenti.

LE CLASSI DI VELOCITÀ E DI VULNERABILITÀ

Tra quelle esistenti la classificazione delle frane di Cruden & Varnes è la più utilizzata: questa si basa principalmente sul riconoscimento del tipo di movimento e del tipo di materiale coinvolto, ma comprende anche la classificazione delle frane in funzione della loro mobilità, ovvero della velocità con cui si muovono.
In funzione della mobilità, la classificazione delle frane di Cruden & Varnes distingue sette classi di velocità per cui un fenomeno franoso e/o una frana può essere:

estremamente lenta  molto lenta  lenta  moderata
rapida  molto rapida  estremamente rapida

CLASSE 1 – ESTREMAMENTE LENTE. Sono le frane con velocità inferiore a 0,5 * 10-6 mm/sec e inferiori a 16 millimetri all’anno;

CLASSE 2 – MOLTO LENTE. Sono le frane con velocità comprese tra 0,5 * 10-6 e 50 * 10-6 mm/sec e tra 16 millimetri all’anno e 1,6 metri all’anno;

CLASSE 3 – LENTE. Sono le frane con velocità comprese tra 50 * 10-6 e 5 * 10-3 mm/sec, e tra 1,6 metri all’anno e 13 metri al mese;

CLASSE 4 – MODERATE. Sono le frane con velocità comprese tra 5 * 10-3 e 0,5 mm/sec, e tra 13 metri al mese e 1,8 metri all’ora;

CLASSE 5 – RAPIDE. Sono le frane con velocità comprese tra 0,5 e 50 mm/sec, e tra 1,8 metri all’ora e 3 metri al minuto;

CLASSE 6 – MOLTO RAPIDE. Sono le frane con velocità comprese tra 50 e 5 * 103 mm/sec, e compresi tra 3 metri al minuto e 5 metri al secondo;

CLASSE 7 – ESTREMAMENTE RAPIDE. Sono le frane con velocità maggiore di 5 * 103 mm/sec e maggiore di 5 metri al secondo.

Nel valutare il rischio connesso con il verificarsi di un fenomeno franoso è indispensabile conoscere il suo grado di mobilità e l’area di influenza, ovvero l’area che potrebbe essere coinvolta dalla frana, e gli elementi a rischio in essa contenuti.
Ad ogni classe di velocità è associata quindi una vulnerabilità: all’aumentare della velocità aumenta il grado di perdita/danno degli elementi presenti entro l’area di influenza della frana (persone, infrastrutture, edifici, attività ecc.).
Dalla correlazione velocità-vulnerabilità scaturisce la classificazione della velocità di una frana indicata in figura:

Classi di velocità delle frane, vulnerabilità elementi a rischio e danni assocciati
Classi di velocità delle frane ed entità dei danni potenziali associati a ogni classe.
(Cruden & Varnes 1996)

 

LA MISURA/STIMA DELLA VELOCITÀ DI UNA FRANA

La velocità di un fenomeno franoso tuttavia non è un parametro facile da stimare/misurare, poiché questa può variare nel tempo e può variare con la posizione e con la fase evolutiva. La velocità iniziale, per esempio, può essere diversa rispetto a quella finale, o, in un fenomeno attivo, si possono avere delle fasi di accelerazione alternate a fasi di stasi. Inoltre la velocità varia a seconda della parte di massa dislocata che si considera, quindi rispetto alla testa, al corpo e al piede lo stesso fenomeno ha delle velocità diverse a seconda che si trovi in una fase attiva o inattiva quiescente e così via.

La velocità di una frana è determinata attraverso delle misure ripetute nel tempo, ad esempio attraverso un monitoraggio strumentale, attraverso la ricostruzione delle traiettorie delle varie porzioni della massa dislocata, attraverso il confronto di foto aeree e/o ortofoto, misurando gli spostamenti di posizione di determinati oggetti e così via.


– 1996. Cruden D.M., Varnes D.J. – Landslide Types and Processes. Special Report, Transportation Research Board, National Academy of Sciences.

– 1993. The International Geotechnical Societies UNESCO Working Party for World Landslide Inventory – Multilingual landslide glossary.